Nella scuola del grande quest’anno è stato ridotto molto il programma di arte. Per vari motivi sono stati eseguiti solo due disegni in un anno: un autoritratto, una zucca. Alla festa di fine scuola i genitori potevano entrare nelle classi e vedere i lavori appesi. Sono entrata nelle altre terze e ho visto collage, prove di puntinismo, paesaggi con i colori freddi e con i colori caldi. Nello stesso corridoio le prime avevano appeso le loro imitazioni di Kandinsky e Picasso. Non lo nascondo: ho provato un po’ di invidia. Ho avuto la sensazione che potesse essersi perso qualche cosa. So benissimo che sono solo dubbi da mamma, ma avendo di fronte le vacanze estive ho pensato di proporre delle attività di disegno diverse dal solito. Ecco come è andata la nostra avventura tra i puntini.
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Ho utilizzato un libro che avevo già visto e mi sembrava davver l’ideale per una prova come la nostra perchè ha tante schede già pronte e lezioni fatte e finite. E’ Laboratorio immagine e arte: 1di Erickson.
– Qual è la parte più piccola di ogni cosa?
– L’atomo! – risponde il grande.
– Se io avessi una lente d’ingrandimento gigantesca, cosa vedrei di questo pezzetto di tavolo?
– Un puntino!
– Se io potessi ingrandire un disegno allo stesso modo, cosa vedrei di ogni linea?
– Un puntino!
La nostra lezione inizia così: il disegno più piccolo è un punto. Guardiamo esempi di disegni eseguiti solo a puntini e poi proviamo anche noi a capire cosa fanno i punti da soli. Avevo realizzato di dischi piccolissimi perforando un foglio. Ne ho lanciati una manciata a caso su un cartoncino e su una seconda base li ho disposti delineando un arco. I bambini doveva osservare e dire le loro impressioni: cosa cambia?
Riproviamo lo stesso esperimento con pennarelli a punta grossa e carta. Mostro ai bambini che effetti posso raggiungere raggruppando i punti e loro fanno i loro esperimenti. Il piccolo li usa per scrivere le lettere dell’alfabeto.
Con i punti possiamo comporre una linea: facendone tanti piccoli vicini o anche alcuni grossi più distanti. Come rappresentiamo una forma? Riprendiamo i nostri puntini materiali (queli di carta) e facciamo una prova. Ci seervono delle mascherine, con la stessa immagine ritagliata e intagliata in un pezzo di cartone. Qui sotto alcuni esempi dei risultati.
Chi ha usato questo tecnica? Il libro ci propone alcuni esempi: chi ha inciso dei buchi, chi li ha usati come linea e chi come colore. Scelgo uno dei rappresentanti più famosi del puntinismo e mostro ai bambini questo quadro di Seurat.
In rete ho trovato lo stesso disegno da colorare.
Prendiamo le tempere, i cotton fiock e ci proviamo.
Alla fine, orgogliosamente appendiamo in cucina i nostri capolavori.
Il nostro esperimento precedente sul puntinismo è qui.
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florianariga dice
Mi piace davvero molto il vostro approccio al puntinismo…potreste provare a declinare le diverse sfumature di uno stesso colore e colorare così tutto il dipinto o anche a realizzare tantissimi puntini di carta colorata come quelli dell’inizio del post e incollarli sull’immagine per creare un effetto tridimensionale!(la fotocopia dovrebbe essere più grande…almeno un A3)
Daniela dice
Belle idee, grazie! Ci proviamo
Priorità e Passioni (@PriorityPassion) dice
Tua figlio avrà una maestra di poche iniziative ma una mamma speciale. Un abbraccio
Daniela dice
Come sei buona!! Grazie ciao
Paola dice
Grazie mille Daniela per il suggerimento di questo libro, mi sembra molto interessante, visto anche l’esperienza che ne hai ricavato!!