Contro i mercatini del libro a scuola

Anche quest’anno a scuola e all’asilo c’è il mercatino del libro. Una libreria allestisce un banchetto per la vendita di libri nuovi all’interno della scuola, riconoscendo poi una percentuale (15% di solito) sul venduto in buoni che la scuola utilizzerà per comprare altri libri di lettura nuovi quindi a prezzo pieno nella libreria stessa. Tutto questo giro salterebbe se solo si pensasse di andare a comprare direttamente i libri nuovi in un centro commerciale che di solito applica sempre uno sconto del 15%, però mancano i fondi. Allora si accetta che la libreria venga a scuola, esponga i libri un giorno prima, ogni classe venga portata in visione e a ogni bambino venga dato un foglietto su cui scrivere i titoli prescelti. OVVIAMENTE non spiegano ai bambini che è una subdola manovra di pubblicità, vorrei anche dire raggiro di minore ma è troppo. SICCOME tutto quello che a scuola viene detto di fare i bambini ritengono di doverlo fare davvero, arrivano a casa e dicono: “Mamma, mi devi comprare questi libri a scuola!” Io te li compro ma tu sai di cosa parlano? Li hai almeno sfogliati? “No, la maestra ci ha dato 10 minuti per copiare i titoli e basta, però lo dobbiamo fare”. La passione per i libri dove l’abbiamo messa? L’onestà verso i bambini? Poi ovviamente non vogliamo gli sponsor a scuola, no! certo! ci intralciano la normale routine di giri loschi. ADESSO perchè non facciamo anche due conti? In media quei libri costano 10 euro, la provvigione quindi è di 1,5 euro. Però costringi le famiglie (tutte che possano o meno non te ne frega) a tirare fuori 10 euro per non farsi guardare in faccia. Allora perchè non chiedi direttamente 2 euro e vai in un remainder e compri tanti ma tanti di quei libri che saranno almeno il triplo di quello che compri in quella libreria raggiratrice? La posso fare una petizione contro questa storia?

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10 pensieri su “Contro i mercatini del libro a scuola

  1. Se la fai io la firmo!
    Orrore…

    E io che mi scandalizzavo che al festival del libro della mia città mentre parlava il libraio Denti, ci fosse all’ingresso un banchetto di una libreria che più di una volta ha mostrato parecchie lacune nella scelta dei titoli.

    A margine due riflessioni.
    Nel Paese dove pochissimi leggono (ma quei pochi leggono tantissimo, a quanto pare le ricchezze, di qualsiasi genere siano, sono sempre per pochi), e ci sono insegnanti che non hanno mai letto una riga di Maria Montessori (!), questo potrebbe quasi esser spacciato come un invito alla lettura e per certi versi significherebbe portare in casa di non-lettori libri che forse mai sarebbero arrivati, sperando che non servano ad alimentare qualche caminetto o dar casa agli acari della polvere.

    Se desideri ottenere quello che il tuo buon senso suggerisce, non ti resterà che impegnarti in prima persona.

    Comunque un discorsetto agli insegnanti e dirigenti scolastici io lo proverei a fare. Costruttivo, si intende.
    Ho paura di che dovrò affrontare tra meno di due anni… quasi quasi restiamo unschooler!

  2. acasaconlamamma

    Direi che la devi fare!:-)
    Mi spiace, ma devo dar ragione mio malgrado a Cì.
    La nuda verità è che qui non si legge, la gran parte dei bambini (e degli adulti) devono essere legati ad una sedia per leggere un libro, e questa iniziativa oltre a far guadagnare la libreria (sulla trasparenza sorvolo) avrebbe sicuramente come conseguenza, il risultato di far finire qualche libro tra le mani di persone che solitamente non ne leggono.
    Triste ma vero.
    Piuttosto di niente…

  3. …però, se posso, ha ragione Caffenero ad arrabbiarsi per i modi. Se il fine ha un che di condivisibile, è decisamente un’occasione persa modularlo così! Quello cercherei di lamentare con i dirigenti scolastici. ciao!

  4. acasaconlamamma

    Si Cì, forse non mi sono spiegata molto bene, ma sul fatto che la trasparenza e l’onestà con cui l’iniziativa è stata condotta sollevino qualche sospetto sono assolutamente d’accordo con voi, sarei molto contrariata anch’io se mi trovassi al posto di Caffènero.
    Chiederei un incontro con la dirigenza scolastica.
    Ciao
    Michela

  5. Caffenero Autore articolo

    Nelle mani dei bambini arriva comunque un libro a settimana da portare a casa, quello della biblioteca scolastica, quindi l’occasione per capire che non serve a tenere ferma la gamba del tavolo ce l’hanno. Non sono tanto sicura che questa occasione serva a coltivare dei futuri lettori, anzi sento i racconti dei genitori che poi costringono a leggere il libro perchè è stato acquistato e quindi pagato.

  6. Caffenero Autore articolo

    Come scrivevo sotto, non credo proprio che sia una iniziativa di successo perchè crea un clima di obbligo. Meglio sarebbe allora regalare quelli della biblioteca scolastica che sono talmente distrutti da dover andare al macero e in cambio chiedere una piccola offerta, oppure proporre di scambiarsi i libri già letti tra i bambini: uno scambio-baratto.

  7. acasaconlamamma

    Anche questa è una buona idea, ma il problema sul come invogliare i bambini che non ne hanno già la passione alla lettura continua a sussistere. Non credo che la scuola possa far molto in questo senso, se non aiutare ed incoraggiare chi l’amore per i libri già lo possiede.
    Purtroppo il seme viene piantato quando il bambino è ancora molto piccolo ed a scuola non ci va ancora.
    Non mi ricordo chi disse che i bambini imparano a leggere seduti sulle ginocchia dei propri genitori.

  8. riassumento, proprio una scelta discutibile e sostanzialmente controproducente. Se li costringono a leggerli per il solo motivo di averci speso soldi questi bimbi saranno ancora meno propensi a leggere!

  9. Mauri

    Anche nella scuola dei miei figli succede la stessa cosa, con lo stesso meccanismo del 15%, e la cosa va avanti da anni. Purtroppo parlare non serve a niente nel mio caso perchè i genitori promotori di questa iniziativa sono tutti intrallazzati tra di loro e con la direzione della scuola. Quando parli ti fanno passare per madre snaturata e disinteressata alle attività scolastiche. L’unica cosa che posso fare per dimostrare il mio disaccordo è non acquistare questi libri e non visitare neppure il mercatino, che rimane aperto dopo la scuola proprio per consentire l’acquisto dei libri scelti in mattinata dai bambini.
    Fortunatamente i miei figli (di 7 e 13 anni) amano molto leggere li ho sempre portati in biblioteca dove la scelta é molto ampia. Quando desiderano un libro “da tenere perchè si sono affezionati ” glielo compro, ma di certo non al mercatino della scuola.
    Scusate se mi sono dilungata, ma questo argomento mi fa molto molto arrabbiare.
    Saluti. Mau.

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